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    • Geodati come strumento di progettazione

      Tool: Geo Admin

      Oggi i processi edilizi sono raramente organizzati a livello locale. I materiali percorrono lunghe distanze, mentre il materiale di scavo sul posto viene trattato come rifiuto. Ma cosa si trova realmente sotto i nostri piedi? Come possiamo integrare il potenziale di un sito nel processo progettuale ancora prima della prima decisione sui materiali?

      Un primo passo consiste nell’analisi del sito. Su map.geo.admin.ch è possibile accedere ai dati geologici della Svizzera. Tra questi sono cartografate anche le materie prime per laterizi, che offrono prime indicazioni su regioni con terreni argillosi potenzialmente adatti, come l’Altopiano svizzero. Già prima dell’avvio di un progetto vale la pena ottenere una prima panoramica: c’è argilla nella mia regione? Sebbene i geodati non sostituiscano l’analisi dei materiali, ampliano il processo progettuale introducendo una prospettiva aggiuntiva: il sito come risorsa.

    • Ansicht von www.map.geo.admin.ch, das geologische Daten der Schweiz zeigt. Markiert: Ziegeleirohstoffe auf Karte der Schweiz.

      Vista dei dati geologici della Svizzera. Le materie prime per laterizi sono evidenziate come indicatori di risorse regionali. Fonte: geo.admin.ch

    • Dallo scavo alla risorsa

      Costruire localmente non significa necessariamente aprire nuovi siti di estrazione. Molti cantieri producono già materiali preziosi. Ciò che oggi è considerato eccedenza può diventare il materiale da costruzione di domani. Normalmente, il materiale di scavo finirebbe in discarica. Riutilizzando l’argilla, queste vengono direttamente alleggerite e le risorse restano in circolo. In questo modo, un sottoprodotto diventa un potenziale materiale da costruzione.

      Passaggi concreti nel processo progettuale possono includere il contatto con imprese locali di scavo o cantieri, la verifica della disponibilità, il prelievo di campioni, l’analisi della composizione e la valutazione, da parte di specialisti qualificati, dell’idoneità per intonaco in terra cruda, mattoni in terra, terra battuta o terra colata. Un ulteriore potenziale regionale si trova negli impianti di ghiaia: il lavaggio di sabbia e ghiaia produce fanghi filtrati, una frazione minerale fine che, se adeguatamente composta, potrebbe fungere da materia prima per materiali da costruzione a base di terra.

      La terra cruda non è un prodotto standardizzato. È composta da diverse proporzioni di argilla, limo, sabbia, ghiaia e pietre. Le sue proprietà variano a seconda dell’origine e della composizione, ad esempio per granulometria, plasticità o contenuto di umidità, determinandone le possibili applicazioni.

      Il Prof. Dr. Uwe Teutsch (Hochschule Luzern – Technik & Architektur), responsabile di progetto e membro del gruppo direttivo di “Think Earth – Regenerative Construction”, descrive il processo di valutazione dei materiali come un percorso decisionale strutturato. La panoramica seguente mostra come una materia prima locale possa essere trasformata in un materiale da costruzione utilizzabile.

    • Visualizzazione del processo di valutazione delle risorse locali di terra cruda. Grafica: Think Earth

    • In una prima fase vengono identificate risorse locali come materiale di scavo proveniente da cantieri o residui minerali derivanti dagli impianti di lavaggio della ghiaia. Sul posto vengono valutati omogeneità, distribuzione granulometrica e plasticità, oltre a essere effettuate analisi sulla contaminazione. Queste prime verifiche sul campo forniscono una prima indicazione dell’idoneità del materiale per diverse applicazioni nella costruzione in terra. Anche i sottoprodotti minerali provenienti dagli impianti di lavaggio della ghiaia possono essere utilizzati, purché le analisi confermino l’assenza di contaminazioni. Si presta attenzione affinché non vengano utilizzati flocculanti contaminati, come microplastiche o calce idrata.

      Dopo le prime verifiche, il materiale grezzo viene prelevato e omogeneizzato. I materiali (terra di scavo, fanghi filtrati ecc.) vengono quindi sottoposti ad analisi più approfondite, come analisi granulometrica, limiti di consistenza e prove di resistenza. Su questa base viene sviluppata la miscela di terra.

      Una miscela adeguata si ottiene, ad esempio, ottimizzando la distribuzione granulometrica, la plasticità, il contenuto legante, il contenuto d’acqua e l’aggiunta di componenti minerali o biogenici. Solo successivamente viene scelta l’applicazione più adatta, ad esempio terra battuta, blocchi in terra, terra colata, intonaco in terra o terra alleggerita.

      Le proprietà degli elementi costruttivi in terra vengono considerate e ottimizzate in modo mirato, ad esempio rispetto ai processi di produzione e asciugatura, alla costruzione, alle proprietà meccaniche (resistenza alla compressione, ritiro, coefficiente di scorrimento viscoso, modulo elastico), alle proprietà fisiche dell’edificio (capacità di accumulo termico, regolazione dell’umidità, proprietà isolanti, filtrazione degli inquinanti) e alla resistenza agli agenti atmosferici.

      Il processo di valutazione dimostra come le risorse regionali possano essere sistematicamente trasformate in materiali da costruzione performanti e adatti al contesto.

    • “La terra e i materiali da costruzione in terra possono già oggi essere utilizzati in molti modi diversi, anche in Svizzera. Esistono prodotti validi e in costante crescita per la costruzione in terra. Ma soprattutto l’uso diretto del materiale di scavo presenta un enorme potenziale – per noi si tratta di un tema centrale.”

      Christiane Löffler, membro del consiglio di IG Lehm, architetta e esperta di costruzione in terra 

    • Costruire in terra nella pratica

      Associazione: IG Lehm

      L’impiego della terra locale non è più uno scenario futuro. Numerosi progetti realizzati in Svizzera dimostrano già oggi come il materiale di scavo possa essere integrato direttamente nell’edilizia contemporanea. Molti di questi progetti combinano tecniche consolidate di costruzione in terra con l’uso di risorse locali in scale e contesti diversi.

      Esempi attuali mostrano questa varietà:

      • L’ampliamento Grubenstrasse a Zurigo combina costruzione prefabbricata in legno con isolamento in balle di paglia rivestite in intonaco di terra.
      • K.118 a Winterthur integra componenti recuperati, costruzione in balle di paglia e intonaco in terra da materiale di scavo locale.
      • La casa multigenerazionale di Altendorf applica più tecniche costruttive in terra all’interno di un sistema ibrido legno-terra.
      • La ristrutturazione Hüüsli a Winterthur dimostra l’ampio utilizzo dell’argilla locale in pavimenti, intonaci e applicazioni in terra fibrorinforzata.
      • Il Lehmkubus di Maloja trasforma un ex fienile attraverso un cubo in terra battuta realizzato con terra e ghiaia regionali, combinando funzioni spaziali, climatiche e architettoniche.

      Questi progetti dimostrano che le risorse locali di terra possono già oggi essere utilizzate efficacemente in diversi contesti architettonici, costruttivi e climatici.

      Ulteriori panoramiche progettuali e competenze tecniche sono offerte da IG Lehm, l’associazione svizzera per la costruzione in terra, che riunisce conoscenze specialistiche ed esperienza pratica.

      Costruire più localmente inizia quindi non in cantiere, ma nel processo progettuale. Attraverso la mappatura, il dialogo con produttori regionali e la valutazione sistematica dei materiali, l’attenzione si sposta dalle catene di approvvigionamento globali verso cicli regionali.

    • Valore aggiunto della costruzione con la terra

      Tool: Dewbee, Ubakus

      In definitiva, costruire localmente con la terra cruda è più di una semplice scelta di materiale. Influenza la progettazione architettonica, la costruzione e il clima interno di un edificio. Componenti massivi in terra, come blocchi, terra battuta o terra colata, agiscono come masse di accumulo termico: assorbono il calore durante i periodi di alte temperature e lo rilasciano gradualmente nel tempo. In combinazione con la ventilazione notturna, possono attenuare i picchi di calore e stabilizzare la temperatura interna.

      Allo stesso tempo, la terra agisce come regolatore naturale dell’umidità. Assorbe l’umidità in eccesso e la rilascia quando l’aria interna diventa troppo secca, contribuendo a creare un clima interno più equilibrato. In combinazione con strategie solari passive, può sostenere concetti climatici low-tech robusti, migliorando il comfort e riducendo la necessità di costosi sistemi tecnici di raffrescamento.

      Gli strumenti digitali di progettazione aiutano a rendere visibili e comparabili questi effetti già nelle prime fasi di progettazione. Simulazioni semplificate con il tool online “Ubakus” consentono di valutare proprietà termiche dei componenti edilizi, inclusi valori U, fabbisogno termico e comportamento energetico.

      Inoltre, “Dewbee”, un plugin per Rhino/Grasshopper, consente l’analisi precoce delle proprietà igrotermiche a scala edilizia, inclusa la capacità di accumulo di calore e umidità. In questo modo, la conoscenza dei materiali diventa una base solida per decisioni progettuali e di pianificazione.

    • Think Earth – Regenerative Construction

      Progetto: Think Earth

      Nell’ambito del progetto Innosuisse “Think Earth – Regenerative Construction” (2023–2028), partner industriali e scientifici collaborano per studiare come legno e terra possano contribuire a metodi costruttivi circolari e climaticamente compatibili. Il progetto sviluppa nuovi strumenti di pianificazione, strategie sui materiali e casi studio per la costruzione rigenerativa in Svizzera. Allo stesso tempo, promuove un cambiamento di prospettiva: i potenziali regionali devono essere identificati, valutati e, ove possibile, integrati strategicamente nei processi edilizi sostenibili fin dalle prime fasi progettuali.

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